La ricarica delle auto elettriche e la loro reale autonomia. Breve guida

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Nell’ultimo decennio l’industria automotive sta investendo molto sull’elettrica. Attualmente, infatti, le auto elettriche sono un’ottima scelta sia per quanto riguarda il loro impatto sull’ambiente che per le loro prestazioni e i loro bassi costi di gestione. Conosciamo meglio il mondo delle auto ecologiche con questa breve guida.

 

Auto ecologiche: dagli inizi ad oggi

 

I primi prototipi di veicoli elettrici risalgono agli anni Trenta dell’Ottocento. 

auto d'epoca

Fino ai primi anni del Novecento, le vetture elettriche si mostrarono molto competitive nei confronti dei modelli a vapore o benzina in quanto semplici da guidare, silenziose e semplici da aggiustare. Con la Seconda Rivoluzione Industriale, però, le automobili a benzina migliorarono di molto le proprie prestazioni. Questo portò alla predominanza dell’auto a benzina su quella elettrica.

Negli anni Sessanta e Settanta prima e negli anni Novanta poi, l’interesse per le auto ecologiche si riaccese a causa delle crisi petrolifere e dei danni provocati dai gas serra, ma in nessuno dei due periodi vi furono progressi tangibili a causa degli alti costi per la ricerca e per la produzione di questi veicoli. Solo con il nuovo millennio, le case automobilistiche hanno iniziato a investire maggiormente nella ricerca e nello sviluppo dei veicoli elettrici.

 

Ricaricare le auto elettriche

Sistemi di ricarica

 

Fino a un decennio fa, ogni costruttore adottava un sistema di ricarica proprio. Oggi questa tendenza si sta invertendo. Bisogna comunque distinguere tra sistemi a corrente alternata, che permettono di ricaricare l’auto da una normale presa di corrente, e sistemi a corrente continua, che garantiscono tempi di ricarica più brevi.

 

Sistemi a corrente alternata

Schuko

I due tipi principali di sistemi a corrente alternata sono i cavi con spina Schuko, utilizzata anche per gli elettrodomestici, e quelli con spina Mennekes, che garantisce carichi di corrente più elevate. Entrambe le spine, però, necessitano di tempi di ricarica molto lunghi, talvolta anche meno di 10 km di autonomia guadagnati in un’ora di ricarica. Per questo, al giorno d’oggi tutti i costruttori stanno puntando sui più potenti sistemi a corrente continua.

Sistemi a corrente continua

 

Dal 2010 diversi brand giapponesi si sono riuniti nella CHAdeMO Association per creare e diffondere un sistema di ricarica universale: lo standard CHAdeMO. Le colonnine conformi a questo standard sono oltre 15.000 in tuto il mondo (Europa compresa) e tra i brand che lo utilizzano troviamo Nissan, Toyota, Mitsubishi e Subaru. In Europa, invece, molte case costruttrici stanno lavorando dal 2013 a un altro standard: il Combined Charging System (CCS). Tra le case automobilistiche che hanno adottato questo standard troviamo Jaguar e Audi. Il CCS si divide a sua volta in CCS Combo 1, impiegato soprattutto da costruttori giapponesi e statunitensi, e in CCS Combo 2, adottato da BMW e Volkswagen, che permette di caricare la vettura sia in corrente continua che in corrente alternata. Tutti i costruttori si dividono tra questi due standard, fatta eccezione di Tesla che ha elaborato e adottato il Supercharged.

 

Come ricaricare le auto elettriche

Rete domestica

 

Il metodo più pratico per ricaricare la propria vettura elettrica consiste nell’attaccarla alla rete domestica tramite un trasformatore. Tuttavia, la rete domestica ha solitamente una portata ridotta e questo implica tempi di ricarica molto lunghi. Per questo motivo, gli stessi costruttori offrono talvolta delle Wallbox, piccole stazioni di ricarica private che si possono montare a fronte di un’implementazione della propria rete domestica a circa 7 kW.

 

Ricarica on demand in mobilità

 

Da febbraio è attivo a Milano E-GAP, operatore di ricarica mobile per veicoli elettrici. Il progetto pilota permette di lasciare l’auto elettrica dove si preferisce e chiamare, attraverso un’apposita app, un addetto che provveda a ricaricarla grazie a Van elettrici di ricarica. Se il progetto 100% Made in Italy funzionerà, sarà esteso anche ad altre città europee.

 

Colonnine

colonnine ricarica auto elettriche

La ricarica può avvenire anche tramite colonnine, diffuse sul territorio, ma ancora in numero insufficiente. Le colonnine si differenziano tra loro in base alla potenza: le più comuni e diffuse sono quelle da 22/25 kW e quelle da 44/50 kW. A seconda della potenza della colonnina, la ricarica completa può essere effettuata in minimo mezzora, massimo due ore.

C’è da dire che comunque, le moderne batterie in litio permettono di effettuare anche ricariche parziali senza subire danni. Inoltre, la maggior parte delle colonnine permette di connettersi con tutti i tipi di cavi illustrati precedentemente in questo articolo.

 

 

Quanto dura l’autonomia delle auto elettriche?

 

L’autonomia delle auto elettriche dipende, naturalmente dal modello. Si parte dai 125 km effettivi con una ricarica per la Smart EQ Fortwo, fino agli oltre 500 km per ricarica della Tesla Model S. In mezzo abbiamo la Hyundai Kona Electric, con più di 400 km per ricarica, la Jaguar I-Pace che supera i 300 km di autonomia con una ricarica, e la Nissan Leaf, l’auto elettrica più venduta in Italia nel 2018, con più di 200 km di autonomia. Detto questo, bisogna tenere a mente che il tipo di percorso che viene effettuato e le temperature rigide possono diminuire la durata dell’autonomia di questi veicoli.

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